18 maggio 2017

L'ostativo fantasma

Il 17 maggio è stata pubblicata una nota dell’Unione dei Comuni “MONTI MARE DA TEMESA A TERINA”, firmata dai suoi sindaci comunicante che: 
«nessun inceneritore sarà costruito e nessuna autorizzazione è stata rilasciata a privati per la costruzione di un pirogassificatore nel Pip di Falerna».
 Sono ben quattro i «non esiste» sottolineati dai sindaci:


  1. non esiste «un protocollo d’intesa tra i comuni aderenti per la costruzione di un inceneritore»;
  2. non esiste «in tale direzione, alcuna delibera dei consigli comunali dei municipi aderenti all’Unione»; 
  3. non esiste «alcuna possibilità legale di costruire un inceneritore o impianto equivalente», cosa evidenziata in una nota ufficiale di Domenico Pallaria, dg dell’assessorato regionale ai Lavori pubblici».
  4.  «non esiste alcuna delibera di giunta municipale del comune di Falerna che autorizza la costruzione di un inceneritore».



Eppure nelle premesse della deliberazione del 3 aprile 2017 della Giunta Comunale di Falerna, riunitasi nelle persone del Sindaco Giovanni Costanzo, del Sig. Renne Angelino e della Sig.ra Cosentino Leonilda, con la partecipazione del Segretario Comunale Dott.ssa Maria Luisa Mercuri, vengono contraddetti i primi due punti del comunicato dei Sindaci con la dichiarazione: «visto le deliberazioni comunali di approvazione di accordo di programma sottoscritto tra i sindaci dei comuni di Motta Santa Lucia, Martirano Lombardo, Conflenti, San Mango D’Aquino, Nocera Terinese, Falerna e Gizzeria per la gestione e la realizzazione nel proprio territorio di un impianto di valorizzazione energetica della Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani».
Quindi esiste o non esiste? Protocollo d’intesa c’è stato e deliberazione dei Comuni pure.

12 maggio 2017

FUMO DALLA POLITICA


Dottor Franco Rosario PUCCI nato a Martirano Lombardo il 04/10/1961







PAOLA Giovanni nato a Nicastro il 13.09.1956






LEOPOLDO CHIEFFALLO Nato a San Mango d'Aquino il 13/03/1942










avv. Gigliotti Fernanda Nata a Nocera Terinese il 14 aprile del 1966
















Dott. Ing. PIETRO RASO Nato a Lamezia Terme (CZ) il 23/10/69













Giovanni Costanzo Nato a Lamezia Terme (CZ) il 16/07/67

Foto n.d.

Le immagini che aprono l’articolo sono le fototessere degli illustri primi cittadini dei Comuni dell’Unione “Monti Ma.Re da Temesa a Terina”  sottoscriventi un accordo di programma per la gestione e la realizzazione nel proprio territorio di un impianto di valorizzazione energetica della Frazione Organica dei Rifiuti Solidi UrbaniUn accordo per trattare nel peggior modo possibile i rifiuti. 
Eppure la posizione dell’Associazione medici per l’Ambiente - ISDE Italia sul trattamento della Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani (FORSU) è nota dal 2015: 
“tutte le modalità di trattamento biologico cioè autocompostaggio e riciclaggio/recupero di materia sono da preferire all’incenerimento e allo smaltimento in discarica. La politica degli incentivi sta determinando una distorsione delle priorità di trattamento della FORSU favorendo impropriamente il recupero di energia con incremento del rischio ambientale e sanitario per i territori limitrofi. Si auspica che tali incentivazioni vengano eliminate.”  

Nonostante ciò... L’Unione, che comprende i comuni di Martirano Lombardo, Conflenti, Motta Santa Lucia, San Mango D’Aquino, Nocera Terinese, Falerna e Gizzeria, ha designato come capofila il comune di Falerna per attuare tutte le procedure amministrative necessarie per la realizzazione dell’impianto. Il progetto sarà affidato secondo la procedura di gara dell’offerta economica più vantaggiosa, ponendo a base d'asta lo studio di fattibilità presentato in data 28.12.2016 dalla società MarEnergy S.r.l. che prevede, come si legge dal quadro economico, oltre 2 milioni di euro d’investimento di cui almeno 420 mila pubblici. 

La MarEnergy S.r.l. è un’azienda inattiva con sede a Lamezia Terme in via Pasquale Giuliani n.4 costituitasi l’8 ottobre 2016, giusto un paio di mesi prima di presentare lo studio di fattibilità dell’inceneritore. Si ripartiscono le principali quote della società 4 aziende lametine ed una con sede a Feroleto Antico, di una piccola quota (5%) è proprietaria una cooperativa con sede a Tortora (CS)

L’impianto che si realizzerà è un pirogassificatore per la produzione di energia termica ed elettrica dalla combustione del syngas.I vantaggi economici di questa tipologia di impianti, grazie agli incentivi, sono indiscutibili, ma sul tavolo degli inquisiti non è il diritto di fare business bensì  la politica.
Una politica incapace, non solo, di creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile ma che tende ad aggravare la situazione del nostro già martoriato territorio. I sindaci, di cui sopra, avrebbero dovuto sviluppare un piano strategico per l’economia circolare che prevedesse la disincentivazione dell’imprenditoria dell’incenerimento.
Potevano iniziare con la redazione di un Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima PAES/PAESC, per poi attuarlo, creando le basi per lo sviluppo di un imprenditoria sostenibile (green economy). Le aziende locali avrebbero potuto lavorare per la riqualificazione degli impianti di illuminazione pubblica, per la riqualificazione degli edifici, per  la raccolta porta a porta dei rifiuti, per costruire piste ciclabili, per la mobilità elettrica, per la realizzazione di impianti solari, per elencare alcune delle opportunità offerte da un’economia green.


Invece qual'è la strategia dei suddetti sindaci per l’interesse pubblico? La costruzione di un termovalorizzatore sulla costa. Di certo un toccasana per il nostro turismo già minacciato dal mare inquinato. 
Il Consiglio Comunale di Napoli ha votato all’unanimità per normare il divieto di realizzazione di impianti di incenerimento e termovalorizzazione per il ciclo dei rifiuti nel territorio comunale. 
Nel nostro territorio  la questione è tutto un affare lametino, come si evince dai soggetti coinvolti. Falerna è (o era) anche la nostra spiaggia: ci verrà tolta persino la possibilità di passeggiare e respirare un po’ d’aria di mare pulita? 
Aspettiamo una presa di posizione da parte del Sindaco di Lamezia Terme Mascaro che già in altre occasioni ha mostrato la giusta sensibilità a questi temi.





23 aprile 2017

La prigione mentale

È nato prima l’uomo o il potere? E quando esattamente è avvenuto l’accordo tra potere e rassegnazione?
La supremazia di Catanzaro su Lamezia Terme è storia vecchia, trita e ritrita. I nostri padri ci hanno raccontato delle lotte, delle manifestazioni e degli scontri per l’università, INUTILI rispetto al volere politico che conta e poi abbiamo visto  Lamezia Terme NON diventare provincia.
Scriveva Gramsci in uno dei quaderni dal carcere: «La supremazia di un gruppo sociale si manifesta in due modi»: il gruppo dominante impone al gruppo oggetto del suo interesse il proprio volere e lo convince a riconoscere e fare proprio il suo immaginario. Il soggetto egemonizzato riconosce il suo status subalterno: rinuncia a ogni idea di cambiamento e si dispone passivamente a eseguire i comandi di chi lo ha conquistato.
Lo stesso carcere mentale di impotenza nel quale ci hanno abituato a stare i politicanti nostrani di turno. Pensiamo a qualcosa di banale come la salute ad esempio: il lametino ormai ha capito che per curarsi, anche per interventi ambulatoriali, deve recarsi in uno dei tanti ospedali presenti nel capoluogo di Regione e l’ha accettato passivamente convinto che questa sia stata la migliore soluzione per lui. Anche perché al “fu” Ospedale di Lamezia Terme i malati rischiavano un borseggio nel parcheggio gestito dagli zingari e al contempo l’inalazione di un po’ di fumo tossico.
Comunque molto poco rispetto ai vantaggi che la città lametina offre: centralità del territorio, facilità di collegamenti tramite autostrada, aeroporto e stazione ferroviaria e ampiezza del bacino di utenza, 130.292 abitanti dislocati in venti Comuni. Ma che non hanno frenato, come leggiamo nella missiva inviata dal Coordinamento 19 marzo di Lamezia Terme alla ministra Lorenzin, di: 

  • sopprimere il Servizio Trasfusionale mettendo a rischio le funzioni di Pronto Soccorso, Rianimazione, delle attività chirurgiche, del punto nascita e conseguentemente dell’Ostetricia;
  • sopprimere la neonatologia mettendo a rischio l’esistenza stessa del punto nascita: a Lamezia, tra l’altro, è stata soppressa la TIN, una delle prime nate e delle più prestigiose;
  • sopprimere Microbiologia e il Centro di Riferimento Regionale della TBC;
  • ridimensionare il Laboratorio Analisi a struttura semplice, senza poter eseguire esami più complessi, viene meno il supporto essenziale ed efficace all’attività clinica di diagnosi;
  • ridimensionare l’Anatomia Patologica;
  • non attivare l’Emodinamica lasciando monco il reparto di Cardiologia.
Evidentemente professionalità, pulizia, competenza sono propri solo degli ospedali pubblici e privati dei catanzaresi.
Eppure ci sarebbero quei 20 milioni di Euro destinati alla struttura dell’Ospedale di Lamezia Terme per “adeguamento e potenziamento” dal Patto per la Calabria, approvato nella seduta del 10 agosto 2016 dal Comitato Internazionale per la Programmazione Economica (CIPE). E allora perché lo si sta abbandonando reparto dopo reparto?
Solo qualche mese fa Lamezia Terme ha pianto una prima vittima dovuta  alla scellerata riorganizzazione ospedaliera voluta da Scura e supinamente eseguita dal Direttore Generale dell’ASP di Catanzaro, dr. Perri, come scriveva l’avv. Nicolino Panedigrano del Comitato Salviamo la Sanità del lametino – Tribunale dei Diritti del Malato. «La chiusura dei reparti di Malattie Infettive e di Microbiologia e Virologia del nostro ospedale ha impedito al nostro ben voluto concittadino di essere curato con la terapia specifica a cui aveva diritto sin da subito. La decisione di mantenere ben due reparti di Malattie Infettive e due reparti di Microbiologia e Virologia a Catanzaro, chiudendo i corrispondenti reparti di Lamezia, non risponde a nessun criterio scientifico, epidemiologico o di bacino d’utenza».
«Egemonia, nella Grecia antica, significava riconoscimento di una supremazia e indicava, in tal senso, un potere riconosciuto e conferito. Un insieme di Stati riconosceva a uno di essi una posizione egemonica e in seguito a questo accreditamento gli conferiva un maggior potere». (L’EGEMONIA DIGITALE” di Renato Curcio). Grazie alla classe politica e dirigenziale lametina si nascerà SOLO catanzaresi.
Il 19 marzo ci fu una manifestazione molto partecipata dai cittadini i cui risultati furono un classico proseguo di tavoli e tavolini rotondi con tanto di foto ricordo e nulla di concreto. Quando lotteremo realmente per il NOSTRO ospedale? Quando smetteremo di credere a tutti i politicanti oratori del momento e riprenderemo i nostri diritti in mano?

L’ospedale ha già perso troppo. Iniziamo a non credere più alla “buona volontà politica” perché non è accettabile il mantenimento di più ospedali a Catanzaro e lo smantellamento di UNO E CENTRALE a Lamezia Terme.






16 aprile 2017

Il bue dice cornuto all'asino. …

chi vede i difetti degli altri senza rendersi conto dei propri. 

Dopo che il lavoro è stato svolto da magistratura e forze dell’ordine tutti si ergono indignati a commentare e a scrivere. Il “dopo facile” della maggior parte dei politicanti e aspiranti tali. Si chiedono dimissioni a manetta: tutti capaci di risolvere i problemi da dietro uno schermo ma inadeguati a procedere poi alla resa dei fatti. Troppo facile.
Eppure sappiamo bene che fine fanno gli Italiani capaci: vanno fuori e quelli che restano sono “fuori” da determinati schemi che si presentano anche nel “nuovo”. La storia “Uno vale Uno” è una chimera. Si possono avere capacità, competenze, intuito ma se il “gruppetto” deve restare fedele a se stesso e ai pupilli che ne devono far parte “l’uno vale uno” fa la fine che realizzano la maggior parte delle persone che non chinano il capo: vanno via. Gli incapaci ma “bravi ragazzi” restano.
Dirigenti e politici calabresi hanno manipolato un bando pubblico per favorire figli, parenti, amici e amici di amici a scapito dei giovani onesti aventi unicamente CAPACITÀ e nessuna maniglietta. Solo dopo gli arresti attivisti, sindacalisti, giornalisti, politicanti ex e nuovi si sono risvegliati dal letargo, eppure il bando pubblico per favorire figli, parenti, amici e amici di amici è stato per anni sotto gli occhi di tutti e chissà quanti hanno partecipato. Ma “il cadere sempre dal pero” è politichese assodato oramai.
Ed ora tutti a chiedere dimissioni perché loro sì sanno come risolvere i problemi: il clientelismo sparirà con le “nuove” solite facce da testata giornalistica e tv. Nuove elezioni salveranno la terza città della Calabria salvadanaio un po’ di destra un po’ di sinistra un po’ delle stelle alla quale tutti tengono “col cuore”.



12 marzo 2017

Vivere REALE

Al teatro TIP di Lamezia Terme venerdì 3 marzo si è svolta l’assemblea organizzata dal Collettivo Autogestito Casarossa40 su “colonizzazione dell’immaginario e controllo sociale” con relatore un giovane 76enne: Renato Curcio autore dellImpero Virtuale
http://www.libreriasensibiliallefoglie.com/

«Lo spazio terrestre ha acquistato una nuova dimensione verticistica che si regge sulla sudditanza greve di alcuni miliardi di persone: l’Impero Virtuale».
Nell’arco di un decennio il panorama del mondo del lavoro, delle relazioni sociali è completamente cambiato: è un lontano ricordo l’epoca vicinissima in cui non esistevano cellulari, iphone, Ipad, Smartphone, tablet …. Un processo velocissimo ci ha portato in una nuova era digitale che, però, non è stato accompagnato dalla percezione delle implicazioni che l’uso di queste tecnologie comporta, non soltanto la certezza di essere spiati.
Quando parliamo di colonizzazione il pensiero va al concetto novecentesco: accaparrarsi le risorse di una nazione con la forza. L’oligarchia capitalistica digitale si propone, invece, la colonizzazione internettiana del nostro immaginario, senza sparare un colpo, con una nuova narrazione, facendo passare il web e le sue piattaforme informatiche come una forma avanzata di democrazia quando nella realtà celano potenti meccanismi d’oppressione.
Alcune aziende che quindici anni fa neanche esistevano, come Google e Facebook, oggi, rappresentano questa nuova oligarchia planetaria. Aziende dai bilanci astronomici: Google nel 2013 fatturava 57 miliardi di dollari, Facebook nel 2015 ne ha fatturato 18.
«Come fanno se l’accesso è gratuito?».
Semplice, siamo noi utilizzatori a lavorare volontariamente e gratuitamente per loro, cedendo consapevolmente le nostre risorse, i nostri dati (un’infinità di informazioni sulla famiglia, amici, hobby, lavoro, politica e tanto tanto altro ancora). Dati da cui, con specifici algoritmi, è possibile estrarre indicazioni sugli orientamenti di consumo, di comportamento sociale, di voto, e via dicendo. La vendita di questi dati a imprese o a istituzioni produce quei bilanci astronomici sopradetti (siamo 3miliardi i sudditi dell’impero). E così nella migliore delle ipotesi ci troviamo ad essere perseguitati da pubblicità mirate, nella peggiore ad essere schedati come soggetti pericolosi o addirittura sotto processo.
L’altra domanda banale: la cessione di questi dati è compensata dalle risposte/servizi che Google, Facebook ci offrono ?
Gramsci, analizzando il percorso di industrializzazione, si chiedeva come funzionasse il controllo dei lavoratori. Gli strumenti di egemonia, ad esempio attraverso giornali, televisione, scuola, hanno caratterizzato tutto il Novecento. Oggi non ce n’è più bisogno perché l’egemonia passa attraverso i dispositivi digitali. Quanti di noi facendo una ricerca su google arrivano a consultare le informazioni contenute oltre la decima pagina, verità nascoste dopo la massima pagina di resistenza  di lettura? La vera informazione può essere astutamente nascosta. E che dire delle file davanti gli Apple Store per acquistare la nuova insoddisfacente versione del iPhone? Facciamo il nostro lavoro e contemporaneamente produciamo dati che permettono di monitorarci, per chiederci sempre di più. Siamo perennemente connessi, monitorati, condizionati.  «Il lavoratore che non raggiunge la velocità stabilità con criteri scientifici è anormale, è lui il problema». Va eliminato.
Ci troviamo in una dimensione che lavora su di noi, attraverso di noi. Che nesso ha questo tipo di tecnologia con l’idea che abbiamo di progresso sociale? Che significato diamo al progresso? L’idea che il progresso liberandoci dal lavoro necessario vada verso la realizzazione di una società più confortevole è FALSA. Disoccupazione e povertà crescenti caratterizzano sempre più le nostre società occidentali. «Abbiamo un’innovazione tecnologica che corre velocissima, che libera lavoro necessario ma che ci consegna sempre di più al mondo capitalistico».

«Tutti gli imperi  esistiti sono anche crollati. Non vedo perché proprio questo dovrebbe fare eccezione. Ma, certo, mi auguro che non sia soltanto il destino a decidere quale debba essere la mia vita. E così auguro anche a voi di saper dare al VOSTRO IMPEGNO il valore che merita».






12 gennaio 2017

Facili soluzioni

Ogni giorno a Nicastro all’ingresso o all’uscita dalle scuole è un percorso ad ostacoli o un'opera astratta se vogliamo così definire i modi di parcheggiare e gli impavidi pedoni che si districano tra essi. Nonostante lo schieramento delle forze di polizia locale, doppie e triple corsie di macchine parcheggiate davanti agli edifici scolastici per impedire che insegnanti, figli e genitori si affatichino o perdano troppo tempo per raggiungere la propria automobile. Tutti rapidamente in macchina per poi rimanere in coda immobili per decine e decine di minuti. Attraversare la zona del tribunale e del polo scolastico nelle ore di punta è un invito allo slalom o all’ulcera, dipende dai punti di vista.
Possibile che l’ampio parcheggio in via Tommaso Fusco sia sconosciuto ai pigri concittadini ?

La mattina è sempre vuoto … Eppure la Pitagora dista 250 metri da lì, il polo scolastico è a soli 700 metri cioè nove minuti a piedi. E sia che durante l’inverno un’amministrazione attenta avrebbe potuto e dovuto pensare alla realizzazione di percorsi protetti per lo spostamento dal parcheggio alle scuole, magari, sfruttando il recente Programma di finanziamento (statale) che avrebbe coperto i costi per una percentuale tra il 60 e l’80 per cento. Ma durante la bella stagione il problema è o no la cattiva abitudine dei cittadini?


Nel DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE 2016 – 2018 leggiamo che «l’Amministrazione Comunale intende […]attivare […] una serie di attività finalizzate al reperimento di fonti di finanziamento per la realizzazione di nuove opere d’interesse strategico.».
Non vogliamo sostituirci a nessuno ma possibile che tecnici e amministratori comunali non riescano a pensare a un modo per indurre i lametini a sfruttare questo parcheggio che consentirebbe di smaltire il traffico dal centro abitato, con conseguente riduzione dell'inquinamento atmosferico ?
 O si deve continuare ad assecondare la mania di parcheggiare proprio davanti alle scuole ?





L'ostativo fantasma

Il 17 maggio è stata pubblicata una nota dell’Unione dei Comuni “MONTI MARE DA TEMESA A TERINA”, firmata dai suoi sindaci comunicante che: ...